I suoni del Fortore

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Raccontare un territorio, da dove si inizia? L’esperienza di Liminaria è stata per noi sicuramente “immersiva” come piace dire ai nostri amici di Scafando, vivere un territorio ben oltre il semplice guardare a cui siamo abituati dai tanti supporti e device. Una delle cose  che ancora non sono riusciti a teletrasmettere è il profumo dei tigli in fiore che ci accolgono a Molinara fuori dallo storico palazzo Ionni che ci ospita per gli intensissimo 4 giorni. Abbiamo la fortuna di essere in macchina col vicesindaco, una donna solare e simpatica che ci porta a fare orgogliosamente il giro del paese e ci racconta tutti i dettagli della città. Il centro storico di Molinara ci si presenta come una piccola Matera, abbandonato dopo il terremoto del 1962. Il paese è stato ricostruito alle pendici della città antica che ora è in fase di ristrutturazione.  Ma il cuore di Molinara più che racchiuso nelle vecchie case in pietra o nel casale che ci ospita si trova pulsante nella banda del paese, che ci accoglie il pomeriggio del primo giorno di workshop. Della mattinata a mangiare torroncini parliamo invece in questo post.

Ci sono oltre a noi le due artiste straniere France Jobin e Tessa Elieff  ospiti anche loro di Liminaria per raccontare il territorio del Fortore attraverso i suoni, centro della loro ricerca artistica. Sono state a registrare sia i suoni della natura: le api ronzare, il vento che scompiglia le spighe di grano, il latte che si trasforma in cagliata, ma anche i suoni degli attrezzi degli uomini, il rompersi della cagliata, il macchinario che ricopre i croccantini di cioccolato, la centrifuga che estrae il miele .

Banda Molinara

La cosa le ha colpite di più durante il soggiorno è l’amore per il cibo che permea qualsiasi aspetto della vita, come un gesto, come mischiare il caramello che accoglierà la granella di nocciola e mandorla per formare il croccantino. E poi il senso di comunità, una comunità che si riunisce per provare, per essere parte di un tutto il cui simbolo migliore è proprio la banda del paese.

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Persino dalle ricerche che hanno fatto gli esperti di Rural Hub in internet è emerso come per la maggior parte degli utenti l’inaspettato suono che simboleggia le zone interne è proprio quello della banda. E noi non ne abbiamo più dubbi guardando lo scintillio negli occhi dei musicisti, musicisti per passione e non per professione, che cercano i suoni nonostante ci siano tante cose da fare prima di potersi dedicare alle prove della banda del paese.

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Quasi una necessità che si legge nei loro volti, nell’emozione di raccontare -di quando si è riusciti a emettere quel primo suono dalla tromba.

 

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