#Campdigrano primo giorno

campdigrano Caselle in Pittari

13 luglio 2015 primo giorno di Campdigrano a Caselle in Pittari: una settimana di workshop e seminari per immergerci nella cultura e coltura del grano in vista del palio che si terrà il 19 luglio.

Ancora una volta sono qui grazie ad Alex Giordano e agli amici di Ruralhub che hanno fatto rete con le associazioni del territorio e tra cui la cooperativa Terra di Resilienza, che da dieci anni mantiene viva la cultura del grano a Caselle in Pittari, dalla Sardegna i ragazzi di Principio Primo e le loro sperimentazioni di sensori in agricoltura e Deafal che ci parlerà di agricoltura organica rigenerativa, gli amici brasiliani del Movimento Sem Terra.

La comunità ci accoglie con un abbraccio: gli anziani del paese ci chiamano e chiedono da dove veniamo e se siamo qui per il palio, e poi iniziano a raccontare, raccontare della fatica per mietere il grano, che quello proposto oggi è solo una rievocazione storica di quella che è stato per loro. Ma per fortuna a differenza di altre feste il palio non è solo una rievocazione storica. Oggi qui si costruisce il futuro riscoprendo il passato, affondando consapevolmente di nuovo le mani nella madre terra. Perché oggi che l’industria alimentare e la GDO ci hanno abituato a prodotti fatti con farine bianche come la neve e ricche di proteine come la manitoba iniziamo a soffrire di intolleranze alimentari come la celiachia. Qual è la nostra salvezza allora se non il ritorno ad un grano povero di proteine ma ricco di storia, una farina non più bianca ma bruna macinata a pietra che conserva il germe con tutte le sue vitamine e la fibra della crusca, e del pane e della pasta che sono farmaci per la nostra salute e non più fattori scatenanti di intolleranze?.

Sarà una settimana intensa tra attività pratiche e teoriche e da subito ci immergiamo attivamente nel lavoro dei campi sporcandoci le mani e non solo per preparare l’aia per la pisatura, la moderna trebbiatura che consente di separare il chicco dalla paglia e dalla pula. Ma prima colazione con pane, marmellata, miele e torta rigorosamente preparata per noi dalle abili mani delle donne del paese.

Campdigrano_colazione sull'erba

Sono gli anziani del paese, i maestri della terra, che ci guidano nella preparazione come da tradizione. Prima di tutto si traccia il cerchio che delimiterà l’aia, o area come dicono qui in dialetto, poi si bagna il terreno spargendo l’acqua con dei secchi e poi arriva il divertimento: sempre coi secchi e a mano si sparge del letame di vacca diluito poi battuto con dei rami e che seccherà al sole diventando duro come il cemento. Posso solo dirvi che l’odore è un po’ forte e la fatica sotto il sole tanta.

preparazione dell'aia_campdigrano

L’aia era la piazza del paese e il grano e i suoi derivati il centro della comunità, qui tutti si chiamano cumpà, perchè compagno deriva da cum panis condividere il pane.
Passiamo quindi alla biblioteca del grano, un’area dove sono state piantate le tipologie di grani antichi riscoperte nel corso degli anni. Poi pranzo rigorosamente sull’erba a cura dei ristoranti del paese. Per i prossimi giorni invece il programma prevede nozioni base di agricoltura organica rigenerativa.

campdigrano_caselle in Pittari

 

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