Autunno tempo di legnasante

cachi_vaniglia

Quando ero piccola di questi periodi si vedevano a casa i primi cachi. Tutta soddisfatta andavo e ne mordevo uno e puntualmente mi beccavo quello non ancora maturo. Per me era inspiegabile il fatto che alcuni fossero immediatamente dolci mentre altri dovevano essere lasciati a maturare insieme alle mele.

E veniamo ad oggi che grazie ad internet le mie curiosità si sono risolte: se la pianta di cachi viene impollinata origina dei frutti immediatamente dolci altrimenti c’è bisogno del così detto periodo di ammezzimento. Ma ho scoperto anche altro, tipo che questo frutto straordinario ha una varietà di nomi incredibile: Kaki, Cachi, Diospiro, Loto, Legnasanta, oppure in dialettale o Cachisso come ama dire mio padre XD. E poi sapete che la Campania detiene il record per la produzione di cachi? Qui se ne raccoglie infatti metà della produzione nazionale. E per lo più abbiamo anche l’unica specie di cachi che è dolce già subito dopo la raccolta: il cachi vaniglia, quello che viene impollinato come vi raccontavo prima. Tutte le altre specie, al pari di altri frutti invernali, come  kiwi, mele e pere,  necessitano di un periodo di maturazione dopo essere stati raccolti per il loro sapore astringente, causato dall’alto contenuto di tannini, gli stessi che apprezziamo per esempio nell’aglianico perchè ci puliscono la bocca dopo un lauto pasto.

Il segreto della nonna per farli maturare è metterli insieme a delle mele in uno spazio chiuso, questo perchè le mele rilasciano nell’aria una sostanza che consente ai cachi di maturare.

E quindi passeggiando di questi periodi nelle zone di campagna vediamo alberi spogli ricchi di questi pomi arancio scuro, quasi come già addobbati per le vacanze di natale.

Però spesso questa scena viene disturbata da quello che troviamo alla base degli alberi: gran parte dei frutti giacciono per terra a marcire, questo perchè sembra che il cachi non sia più di moda, la richiesta a partire dagli anni ’90 è calata drasticamente costringendo oggi i produttori a preferire di lasciarli marcire perchè raccoglierli non conviene.

cachi

 

 

Eppure, sarò di parte ma a me piacciono molto e poi fanno anche bene, basta pensare che sono ricchi di vitamina C al pari di altri frutti più pubblicizzati come le arance.  Anche vari cuochi si sono messi all’opera per rivalutarli, come Pietro Parisi che li propone nei suoi seccamenti oppure Peppe Daddio che ci propone sul sito di Luciano Pignataro una bella zuppa di cachi come dolce per sorprendere gli amici.

Quindi comprate più legnasante che sono buone e fanno bene e seguiteci per andarle a raccogliere direttamente sulla pianta per io nostro prossimo evento 😉

 

 

Leave a Reply